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Fiducia. Non paura

Fiducia. Non paura

I nidi d’infanzia “L’orso Bruno” e “Il ciuchino mandarino” festeggiano il loro compleanno

“Siamo consapevoli che normalmente non si festeggia il compleanno di una scuola, ma per la nostra cooperativa e per i territori nei quali operiamo ormai da diversi anni, questo rito è diventato non solo un appuntamento atteso, ma anche forma e sostanza del nostro agire” così afferma Sara Lavagnini, presidentessa della cooperativa sociale Arcobaleno che gestisce i servizi per l’infanzia di Massa Marittima e Tatti.

Non è il primo compleanno dei due nidi “L’orso Bruno e “Il ciuchino mandarino”, ricorrenze in cui i bambini e le bambine hanno imparato a capire che la scuola sta crescendo con loro. Ma non solo, l’evento è costruito per continuare a tenere saldo il rapporto di fiducia tra scuola e famiglia: le due istituzioni più importanti nella vita di un bambino e una bambina. “In realtà c’è scuola solo se tutti assieme poniamo al centro del nostro agire, operare, scegliere e decidere il bene dei bambini per costruire i passi necessari perché si impari e si cresca insieme” afferma Valentina Del Dottore, responsabile dei servizi educativi della cooperativa. Questi servizi per la prima infanzia sono finanziati grazie alle risorse della Regione Toscana e dell’Unione Europea finalizzate a migliorare e sviluppare servizi di educazione e accoglienza per l’infanzia di qualità A.E.2017/2018.

I festeggiamenti, realizzati in collaborazione all’Unione delle Colline Metallifere e al comune di Massa Marittima prevederà una performance di teatro fisico dal titolo “Altri sguardi” a cura dell’associazione Gattopicchio e della cooperativa sociale Arcobaleno dall’idea di Laura Scudella, realizzato nell’ambito del Progetto finanziato dalla Regione Toscana “Il giardino che vorrei”. Interverranno Luana Tommi, vicesindaco del comune di Massa Marittima, e Guido Tallone, pedagogista. Gli stessi si terranno venerdì 25 maggio alle ore 18.00 nel salone del complesso Sant’Anna in via Gramsci 7 a Massa Marittima.

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Outodoor education: fiducia. Non paura

Outodoor education: fiducia. Non paura

Evento sabato 21 aprile ore 16 a Piombino

Di educazione all'aperto si fa un gran parlare. Ogni specialista ed ogni insegnante dice la sua ma in realtà cosa è? Proprio a spiegare questa nuova frontiera della crescita ai genitori, ma non solo, servirà questa giornata seminariale ed esperienziale. L'evento è organizzato dalla cooperativa sociale Arcobaleno con il patrocinio del comune di Piombino ed in collaborazione con la cooperativa sociale Il Nodo e Terra Nuova edizioni.

“Molti sono ad oggi i metodi educativi e le strutture scolastiche che scelgono di puntare sempre maggiori risorse sull'outdoor education – spiega Valentina del Dottore, responsabile dei servizi educativi della cooperativa sociale Arcobaleno – ed i benefici per i bambini sono studiati e documentati ampiamente”. Durante il seminario interverranno la dottoressa Cecila Fazioli, pedagogista e counselor facente parte della rete della “Scuole all'aperto” e di “Tutta un'altra scuola” coordinato da Terra Nuova edizioni, e la dottoressa Silvia Paoli, pediatra e omeopata.

L'appuntamento è per sabato 21 aprile nei locali della scuola dell'infanzia San Francesco in via San Francesco 93 a Piombino. In contemporanea ci saranno della attività organizzate per i bambini a cura della cooperativa Arcobaleno. Per info e prenotazione Valentina: 393973927.

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Outdoor education. Fiducia. Non Paura

Outdoor education. Fiducia. Non Paura

Giornata seminariale ed esperenziale.

Oraganizzata da Arcobaleno coop sociale in collaborazione con Associazione Asiniamo, Terranuova Edizioni, Bandite di Scarlino e Focus, sul tema dell' educazione all'aperto. Interverranno Cecilia Fazioli, pedagogista e promotore della rete delle scuole all'aperto, Silvia Paoli, pediatra e omeopata del centro Focus di Follonica e Tania Terlizzi dottore di ricerca dell'università di Firenze.

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Follow me

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Un verso di Dino Campana Le mie rose le sue rose condurrà l’ ottava edizione del FolloWme che sarà all’insegna della specularità tra io e l’altro, nella cui relazione la diversità è una scoperta, una spinta ideativa ed esplorativa, sennonché un’apertura verso il mondo. La divergenza appartiene all’arte che la rende unica possibilità di creazione e, dunque, d’invenzione di significati, di bellezza, ma anche dell’atto del muoversi verso l’amore: Abbiamo trovato delle rose - Erano le sue rose erano le mie rose - Questo viaggio chiamavamo amore. La marginalità non costituisce uno stato d’inferiorità, ma di decentramento e quindi di ricerca di sguardi nuovi, che vedono ciò che non c’era, perché il “vedere” è una forza generativa che tramuta il non essere in essere, al di là della realtà, della tangibilità o della concretezza. L’unicità concerne alla differenza, così che la spinta di un Festival come FolloWme non può che essere quella di cercare la diversità in sé stessi.

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